venerdì

Un ripasso hegeliano


La diffusione dell'acquisto di libri online, attività che ormai io stesso esercito abitualmente, genera interessanti fenomeni di distribuzione. Alcuni volumi risultano più letti di altri, e non più per la potenza propositrice dell'editore, né in virtù del vecchio passaparola. Per cui un qualsiasi lettore, intento ad avviare una ricerca, digita nei motori delle grandi librerie online alcune parole chiave, la cui conseguenza sarà un elenco, ordinato per rilevanza, di pubblicazioni con diversa storia e di eterogenea qualità scientifica. Ho potuto constatare infatti tra colleghi e amici, l'interessante diffusione del libricino di Jacques D'Hondt, intelligentemente intitolato Hegel, e pubblicato dall'editore Xenia più di dieci anni fa. Mosso dalla curiosità, ho ordinato anch'io il volumetto, e devo dire di averlo letto con un certo pregiudizio iniziale, consistente nel malevolo pensiero di trovarmi di fronte a una "furberia" editoriale. Occorre subito precisare un dato, a beneficio dei miei pochi lettori: il libro di D'Hondt, sebbene faccia di tutto per sembrarlo, non è un'introduzione a Hegel, né un profilo generale di tipo bio-bibliografico. Un lettore digiuno del "sistema della scienza" troverebbe a mio parere inutilizzabile un testo del genere, perché l'autore vi dà per scontata la consuetudine con la pagina hegeliana. Ciononostante, sfogliando il libro, vi si incontrano una prima scheda biografica, alcune belle immagini nel mezzo del testo e una del tutto inutile quanto superficiale appendice finale sull'hegelismo in Italia (scritta da Kerman Licchiello).
Tuttavia, nonostante le stravaganze espressive, il libro di D'Hondt si mostra nel corso della lettura una piacevole occasione per un ripasso a volo d'uccello per chi ha già letto quanto meno le principali opere di Hegel. I capitoli 3 (Hegel l'oscuro) e 4 (Hegel segreto), intrattengono il lettore sul linguaggio hegeliano e su sue eventuali "dottrine non scritte". Gradevoli sono alcuni appoggi sulla storia dello hegelismo, e mi è parso dotato di una certa profondità il terzo capitolo (Il pensiero speculativo) della seconda parte del libro. Insomma, un consiglio di lettura per il fatidico "ombrellone"? Vada pure, ma non oltre l'ombrellone.
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