domenica

Scuola e telefoni cellulari

di Carlo Scognamiglio

E' veramente sorprendente l'assoluta incapacità nel nostro paese di ragionare sui problemi della scuola. Che il cellulare sarebbe divenuto un supplizio dei tempi recenti lo si era compreso fin dai suoi esordi... tuttavia mi pare veramente incredibile che i media si concentrino in maniera così irrazionale su questo particolare, calato nel setting scolastico. Il problema dei cellulari nella scuola non rappresenta in alcuna maniera il segnale di una degenerazione antropologica dei nuovi studenti. Non ne è la causa, nè la conseguenza. Semplicemente questa degenerazione non esiste. Gli studenti non si distraggono per colpa o per mezzo del telefonino. Quando io ero studente consumavo i quaderni con le partite di battaglia navale durante le spiegazioni, o in misura ancor più imbelle giocavo con il mio complice simulando una partita di tennis con una batteria della calcolatrice per pallina e un campo disegnato sullo sfondo verde del banco.
Giornali, giornalini, walkman e meravigliose chiacchiere fanno parte della quotidinanità scolastica da tempo. Il cellulare ne rappresenta forse la via tecnonologicamente più avanzata.
Il meraviglioso oggetto crea problemi per altre due ragioni, un pò diverse. Da un lato consente agli studenti di copiare o scaricare da internet le soluzioni dei quesiti. Ma anche qui, niente di nuovo sotto il sole. I "pizzini" di vecchia data non potevano durare a lungo. E infine la questione cruciale: i video. Su questo (al di là del rilievo penale della diffusione di video on line relativi a persone che non gradiscono la pubblicità della propria immagine, e fanno bene a sporgere denuncia) si potrebbe pensare a una trovata veramente innovativa: gli insegnanti riprendano gli studenti, anziché il contrario, e in base alle registrazioni di comportamenti e prestazioni, offrire ai genitori, ormai così "interessati" al mondo della scuola, un feedback sulle ragioni delle loro valutazioni. Un bel "Grande Fratello scolastico" per placare la frenesia di celebrità dei nostri adolescenti. D'altro canto, non sarebbe male costruire un dvd su cui inserire le video-lezioni in modo da consentire a chi è malato o assente per necessità di poter recuperare ciò che ha perduto.
Fatto sta, che questa discussione sui cellulari a mio avviso non sfiora semplicemente il ridicolo, ma ha una funzione di occultamento, ingenua e facilmente individuabile. La crisi della scuola italiana non vede una strada per il risanamento. L'opinione pubblica se ne accorge, e il gioco sta tutto nel far ricadere l'eziologia della crisi nel problema educativo, che gira e rigira consiste sempre nella incapacità o inettitudine degli insegnanti. Gravissimo. Nessuna società seria dovrebbe ragionare (o sragionare) in tal maniera. Ma da noi funziona così. Si potrà forse occultare ancora per molto il fatto che per fare l'insegnante si passa per una porta fatta di una quindicina d'anni di precariato (nello spazio e nel tempo), con salari insufficienti non solo per l'ordinario, ma del tutto velleitari se si pensa alle spese "culturali" che si dovrebbero sostenere, che nella scuola mancano del tutto le strutture di lavoro, che le classi sono sovraffollate, che l'insegnante di sostegno non è garantito, che agli studenti stranieri non viene offerto un adeguato percorso interculturale, e l'infinita serie di problemi che i governi del capitalismo nostrano sanno affrontare esclusivamente attraverso tagli di spesa?
Fare l'insegnante nella scuola di oggi, richiede la pazienza di Giobbe. Non bastano i disagi materiali, ma quando i problemi reali (e si tenga presente che di pedagogia, che non sono meno reali di quelli materiali, in queste condizioni non si può neanche cominciare a discutere) vengono, al fine evidente di non essere affrontati, occultati dietro ridicole banalizzazioni. E' veramente il colmo.
....ho notato che in questi ultimi giorni va molto di moda la storia degli insegnanti picchiati dai genitori... ma questa, appunto, è un'altra storia.